Sblocca cantieri, ecco il testo dell’accordo M5S-Lega sugli appalti

Deroga alle distanze minime, ritorno temporaneo all’appalto integrato e procedure snelle in zona sismica: il Governo annuncia l’arrivo delle nuove misure

E’ arrivata ieri l’intesa fra Lega e M5S sul codice degli appalti, dopo la notte di tensioni in cui si è rischiata la crisi di governo. L’accordo sull’articolo 1 si basa sull’emendamento leghista (a firma Pergreffi) di sospensione per due anni del vecchio codice del 2016 notevolmente asciugato e poi integrato di un lungo subemendamento M5S che recupera anche il testo approvato dalle commissioni Lavori pubblici e Ambiente. 

La modifica è frutto dell’accordo trovato nella maggioranza dopo la provocazione della Lega che aveva chiesto di sospendere una gran parte del codice degli appalti del 2016. Alla fine verrà sospeso solo in parte: per esempio, fino al 2020 non ci sarà più l’obbligo di nominare nelle commissioni aggiudicatrici un terzo commissario indipendente preso da un albo dell’Anac. Sospeso anche l’obbligo per i “Comuni di procedere alle gare, rivolgendosi alla stazione appaltante qualificata” dando più libertà ai sindaci dei piccoli centri che però spesso non hanno competenze adeguate. Viene anche sospesa fino al 2020 la norma che limitava il ricorso all’appalto integrato. I Cinquestelle hanno ottenuto invece la conferma dal tetto per subappaltare i lavori al 40%. Confermato anche l’addio al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa fino a 5 milioni, con l’introduzione infine della procedura negoziatache prevede l’invito di un numero di operatori che sale all’aumentare del valore degli appalti.

 

Il capogruppo del Partito democratico alla Camera, Graziano Delrio, accusa la maggioranza di aver reintrodotto “una via preferenziale al massimo ribasso“, ovvero il criterio secondo cui chi fa l’offerta più bassa vince l’appalto. “Perché le cose si facevano male, poi crollano i ponti, poi crollano le strade? Perché si lavorava al massimo ribasso”, dice Delrio ad Agorà su Rai3. Il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli parlando alla stampa a Palazzo Madama, ha sottolineato invece come nel super-emendamento si “elimina per sempre il massimo ribasso nelle gare”.

Il nuovo comma 2 dell’articolo 97 prevede che “quando il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso“, la “congruitàdelle offerte è valutata sulle offerte che presentano un ribasso pari o superiore ad una soglia di anomalia determinata”. In pratica, il prezzo offerto non può essere inferiore a una cifra che non è “predeterminabile”, ma viene calcolata dal responsabile unico del procedimento o dalla commissione giudicatrice sulla basa di alcuni parametri di riferimento elencati. “Al fine di non rendere nel tempo predeterminabili dagli offerenti i parametri di riferimento per il calcolo della soglia di anomalia – si legge nel nuovo comma 2ter – il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti può procedere con decreto alla rideterminazione delle modalità di calcolo per l’individuazione della soglia di anomalia”.

 

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05.06.2019 ore 17 Approvato il superemendamento al DL Sblocca Cantieri

L’aula del Senato ha approvato con 174 voti favorevoli, 55 contrari e 40 astenuti, il superemendamento al dl sblocca-cantieri che modifica alcuni punti del Codice degli appalti. La norma – su cui Lega e M5s hanno trovato l’accordo dopo la telefonata tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio –  sospende fino al 31 dicembre 2020, l’obbligo per i Comuni di fare gare attraverso le stazioni appaltanti.

Codice Appalti, tornano l’appalto integrato e l’incentivo 2%

L’appalto integrato sarà consentito per due anni. I progetti definitivi dovranno essere approvati entro il 31 dicembre 2020 e i bandi pubblicati nei 12 mesi successivi. Il soggetto incaricato della predisposizione del progetto esecutivo non potrà assumere le funzioni di direttore dei lavori nel medesimo appalto.
 
In caso di appalto integrato sarà previsto il pagamento diretto dei progettisti. Previsto anche il pagamento diretto ai subappaltatori su richiesta dell’impresa senza che la Stazione Appaltante abbia la discrezionalità di decidere se la natura del contratto lo consente.
 
Prevista la reintroduzione dell’incentivo del 2% per la progettazione interna alla Pubblica Amministrazione. Il Codice del 2016 aveva limitato l’incentivo alle attività di programmazione e controllo.

Il tetto al subappalto si alzerà dal 30% al 50%. La Stazione Appaltante, nella predisposizione del bando di gara, deciderà volta per volta se consentire il subappalto e la quota massima subappaltabile. Sarà poi eliminato l’obbligo di indicare la terna di subappaltatori, già presente nelle bozze precedenti.
 
I lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria che non prevedono il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali potranno essere affidati sulla base del progetto definitivo.
 
L’anticipazione del 20% del prezzo non varrà solo per i lavori, ma per tutti gli appalti, quindi anche in caso di gare di progettazione.
 
L’affidamento diretto previa consultazione, ove esistenti, di almeno tre operatori economici sarà consentito nei lavori fino a 200mila euro. Nei lavori di importo superiore a 200mila euro bisognerà ricorrere alle gare, ma fino alla soglia europea di 5,5 milioni di euro si potrà utilizzare il criterio del massimo ribasso.
 
Confermata infine l’intenzione di eliminare le linee guida Anac e i decreti ministeriali per tornare al regolamento attuativo unico.
 

Interventi in zone sismiche, procedure più snelle

Saranno snellite le procedure di presentazione e deposito delle pratiche edilizie e il contenuto minimo dei progetti previste dal Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001).
 
Definiti inoltre gli interventi rilevanti per la pubblica incolumità, di minore rilevanza o privi di rilevanza. Secondo la bozza, sono rilevanti gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico svolti nelle zone classificate a rischio sismico 1 e 2, le nuove costruzioni che si discostino dalle usuali tipologie o che per la loro particolare complessità strutturale richiedano più articolate calcolazioni e verifiche, gli edifici e le infrastrutture di interesse strategico.
 
Appartengono agli interventi di minore rilevanza gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico in zona 3, le riparazioni e gli interventi locali sulle costruzioni esistenti e le nuove costruzioni non complesse.
 
Saranno considerati privi di rilevanza gli interventi che, per loro caratteristiche intrinseche e per destinazione d’uso, non costituiscono pericolo per la pubblica incolumità.